Protesta di voto – update #2

«La discussione ha posto in evidenza delle difficoltà insuperabili». Una frase che si potrebbe racchiudere in una semplice ma perentoria parola: no. Così, con un comunicato del Consiglio dei ministri giunto in tarda serata, si conclude la diatriba sulla possibilità di consentire agli studenti Erasmus di votare all’esteroContinua a leggere

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Protesta di voto – update

Foto tratta dalla pagina Facebook "Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni"

Foto tratta dalla pagina Facebook “Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni”

Nel braccio di ferro tra istituzioni e studenti pare la stiano spuntando quest’ultimi.

Dopo le polemiche dei giorni scorsia cui si è aggiunta oggi anche  la UE: «gli studenti all’estero non dovrebbero essere svantaggiati e la loro mobilità non deve essere disincentivata» ha dichiarato la commissaria all’Istruzione e cultura, Androulla Vassiliou – la macchina del governo si è messa in moto: ai ministri di Interno ed Esteri il compito di trovare una soluzione allo spinoso problema. Pare che Cancellieri e Terzi di Sant’Agata stiano lavorando a un decreto di cui si discuterà nel Consiglio dei ministri previsto per oggi.  Continua a leggere

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Protesta di voto

italiani_all'estero_non_votanoUn rotolo di carta igienica rosa e una scritta: “Ecco quanto vale il mio voto!”. Il tutto fotografato e pubblicato su Facebook.

Così gli studenti italiani che risiedono temporaneamente all’estero hanno espresso il proprio dissenso verso un decreto legge (il n. 223 del 18/12/2012, convertito in legge il 31 dello stesso mese) che gli impedisce di partecipare alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. A meno che non tornino a casa. Continua a leggere

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Un Erasmus è per sempre

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Gli amici di Budapest in trasferta a Barcellona: Serena da Catania, Tommaso da Lecce, Giada da Milano, Anabel da Barcellona, Gonçalo da Lisbona e Letizia da Verona.

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Yes, we Europe!

Nel primo post di questo blog si denunciavano i tagli annunciati dall’Unione Europea ai fondi Erasmus, che mettono a rischio la partenza dei vincitori del bando 2013. La situazione, a quasi due mesi di distanza, non è cambiata: il bilancio è ancora, pericolosamente in rosso e di soldi per le borse di studio non ce ne sono più.

Ma una novità positiva c’è.

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La “Generazione I” (di intraprendenza)

Sufficiente, ma provinciale. Questo il risultato del rapporto sulla scuola italiana condotta da Ipsos per conto di Intercultura, la fondazione che ogni anno invia all’estero più di un migliaio di ragazzi delle scuole secondarie e accoglie in Italia altrettanti giovani stranieri che scelgono di vivere qui per un anno scolastico.

Il sondaggio chiedeva a 800 ragazzi degli ultimi quattro anni del liceo di rispondere a due interrogativi: sareste disposti a studiare all’estero? Qual è il vostro giudizio sulla scuola italiana? Continua a leggere

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Medici italiani (ma laureati in Romania)

“Vuoi laurearti in medicina ma non passi il test in Italia? Vieni a studiare in Romania!”

Suonerebbe così un possibile spot dedicato al trend del momento: la laurea all’estero.

Nel 2011 sono stati ben 42 mila – secondo il rapporto a cura della Fondazione Migrantes – gli studenti italiani che hanno fatto i bagagli per conseguire il diploma al di fuori dei confini nazionali. Tra loro, molti si sono iscritti a una facoltà scientifica; tra loro, molti si sono iscritti a una facoltà scientifica in Romania.  Continua a leggere

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Il caso degli stagisti esodati

“Caro signor Presidente, chiediamo che le istituzioni coinvolte ritirino la sospensione dei tirocini”.

Il messaggio lanciato dai giovani vincitori del secondo bando Crui-Mae 2012 a Giorgio Napolitano non poteva essere più chiaro.

Il progetto, nato nel 2001 dalla collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri e la fondazione Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), offre a studenti e neolaureati la possibilità di svolgere tre mesi di tirocinio negli uffici della Farnesina o presso le sedi italiane all’estero (ambasciate, consolati, istituti italiani di cultura). Normalmente si articola in tre periodi dell’anno (con partenze a gennaio, maggio e settembre), ciascuno dei quali è preceduto da un bando che detta le regole del concorso. L’esperienza lavorativa è – manco a dirlo – a titolo gratuito, con tanto di vitto, alloggio e spostamenti a carico dei partecipanti. Continua a leggere

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Si può fare

Una scena del film L’appartamento spagnolo (2002)

Chi , tra gli “Erasmusiani”, non ha mai visto almeno una volta nella vita L’appartamento spagnolo? Con ogni probabilità la risposta è: nessuno.

Il film – che racconta le peripezie di Xavier, universitario parigino trasferitosi per un anno a Barcellona in qualità di exchange student – è diventato nel corso del tempo un vero e proprio cult: modello da cui prendere spunto se guardato prima di partire, nostalgico ricordo se visto una volta tornati.

Ma, al di là di questo successo, esiste una miriade di film, documentari e cortometraggi che, da angolazioni differenti, trattano lo stesso tema. Continua a leggere

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Perché l’Unione europea sta commettendo un grosso errore

«Si ferma il programma Erasmus, l’Unione europea ha finito i soldi»: la doccia fredda è arrivata una decina di giorni fa, con i quotidiani di venerdì 5 ottobre che riportavano la notizia con titoli più o meno di questo tenore.

Il verdetto è giunto dopo venticinque anni di onorata carriera del programma che ha mobilitato tre milioni di giovani in tutto il vecchio continente e che ora rischia di lasciare a piedi un piccolo esercito di studenti partito lo scorso settembre: la commissione bilancio del Parlamento europeo ha annunciato che i soldi per gli ultimi tre mesi del 2012 non ci sono perché gli Stati membri – causa crisi – hanno tagliato i contributi al budget.

In realtà la situazione è molto peggio di così. Continua a leggere

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